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Davvero non siamo più capaci di divertirsi senza bere?

Noi del Movimento 5 Stelle diciamo sempre che quello che conta sono le buone idee, quindi non ha importanza chi le propone, quale colore o idea politica le porta avanti, l’importante è che siano idee utili per i cittadini e di buon senso.

Proprio a questo riguardo intervengo in merito al fatto che in questi giorni si sta facendo una grandissima polemica per un’ordinanza fatta dal Sindaco di Torino, Chiara Appendino, una ordinanza anti-alcool (così definita) e appunto perché non contano le parrocchie politiche, ma contano le buone idee, anche a Siena (dove c’è la Giunta Pd o comunque di pseudo sinistra da sempre) c’è un’ordinanza che è molto simile a quella che ha emanato l’Appendino e che secondo me è un’ordinanza giustissima e sensata.

Cosa dice questa ordinanza? Tre cose fondamentali:

  • Dalle 23:00 alle 2:00 di notte non si può comprare alcool da asporto. Le restanti bevande non possono essere portate in giro in bottiglie o contenitori di vetro, ma soltanto farsele travasare i bicchieri di carta o di plastica.
  • Dalle 2:00 di notte alle 6:00 del mattino i locali non possono più vendere l’alcool.
  • Spetta ai singoli locali garantire il decoro al loro esterno.
Cosa prevede l’Ordinanza di Siena

Niente di trascendentale quindi. Ordinanza nata anche a seguito di lamentele dei residenti nelle strade della cosiddetta “movida”, che lamentano urla, schiamazzi fino a notte inoltrata, urina e vomito di ubriachi per la strada, risse etc… oltre a cumuli di bottiglie rotte o comunque lasciate in giro e non deposte nei luoghi deputati, che come abbiamo tristemente visto per i fatti di Piazza San Carlo a Torino non creano solo degrado, ma anche pericolo.

La cosa molto brutta è che a Torino ci sono stati degli scontri tra dei giovani e la polizia proprio per contestare questa ordinanza e anche a Siena un gruppo di ragazzi facenti parte di un collettivo universitario hanno scritto un post su Facebook molto pesante, che non ho problemi a definire brutto e fuori dal mondo, accostando le due ordinanze e arrivando a parlare di REPRESSIONE DEL DIVERTIMENTO DEI GIOVANI.

Ora, tutti gli italiani mediamente informati lo sanno che a Siena ci sono tanti problemi, e sicuramente la mancanza di spazi di aggregazione è uno di questi, ma sentir dire addirittura da questi ragazzi che Siena è  una città che reprime il divertimento perché c’è questa ordinanza non mi fa semplicemente sorridere un po’ di superiorità, da donna adulta che é già stata giovane, che ama bere birra ed ha fatto più volte chiusura nei pub o partecipato a feste in contrada o sagre, mi fa proprio arrabbiare.

Io dico molto chiaramente come la penso, per me delle persone che dicono “visto che non c’è altro da fare passo la notte a bere” (a Torino non c’è nulla da fare la sera se non bivaccare in giro per le strade e le piazze bevendo alcoolici fino a tarda notte? Sul serio?) o non sanno stare senza bere alcool dalle 2:00 di notte alle 6:00 del mattino hanno un grave problema con l’alcolismo, perché qui non si parla di divertimento, ci si può tranquillamente divertire senza doversi ubriacare o senza dover per forza bere alcoolici in piena notte. Inoltre l’ordinanza dice che fino alle 2:00 del mattino si può tranquillamente comprare dell’alcool quindi fino alle 1,59 lo si può comprare e berselo con calma.

Inoltre ci sono tante cose da bere, ad esempio l’acqua. Ebbene sì, in piena notte mentre si fa una chiaccherata con gli amici si possono tranquillamente bere acqua, succhi di frutta, bevande analcooliche, non c’è bisogno di bere l’alcool per forza quindi il fatto non sussiste.

Se dà fastidio che dalle 23:00 si possa consumare da bere solo stando in un locale, ma non lo si possa portare in giro nella bottiglia di vetro e quindi ci si lamenti di doverlo mettere in un bicchiere di plastica, si può semplicemente non berlo perché non è un obbligo andare in giro per la strada o sedersi in giro su scalinate di chiese, basamenti di monumenti, piazze o panchine a bere bevande in bottiglie di vetro. Cosa ci sarà di male a farsele versare nella plastica o in un bicchiere di carta non lo capisco proprio.

Avete mai visto gruppi di centinaia di persone che quando hanno messo il divieto di fumare nei luoghi pubblici anche all’aperto sono andati a fare cariche contro la polizia? Eppure la nicotina crea dipendenza… No, al massimo hanno detto p**** miseria e noi adesso come facciamo, dobbiamo fumare meno! Però se hanno capito che fumare fa male anche agli altri e l’ordinanza serve a tutelare TUTTI, anche coloro che non fumano o fumano poco, a questo concetto può arrivarci anche chi non sa moderarsi nel bere. Giá, purtroppo anche bere eccessivamente fa male anche agli altri e le lamentele di chi vive nei luoghi della movida sono lí a dimostrarlo, insieme ai centri di recupero per alcoolisti, gli ospedali, gli operatori ecologici e le forze di polizia.

Forse un buon deterrente cari amministratori, di qualsiasi forza politica voi siate, potrebbe essere questo: non limitarsi ad installare telecamere nelle strade, ma poi divulgare i filmati delle persone in preda ai fumi dell’alcool, mostrando ai cari sostenitori del bere ad oltranza come si comportano e quali sono i loro atteggiamenti dopo il terzo o quarto drink (sappiamo tutti che spesso sono di più, anche perché chi fa una sola bevuta non va a cercarla alle 2 del mattino).

Inoltre mi viene da pensare che di questi antagonisti dell’ordinanza nessuno guidi e tutti usino il mezzo pubblico, perché è reato mettersi alla guida dopo aver bevuto, o abitino tutti a pochi metri a piedi dalle zone che frequentano di sera.

Quindi, anche se fortunatamente parliamo di una minoranza di persone, queste cose mostrano che ci sono persone (a Torino contro la polizia erano giovani tra i venti ed i trenta anni, non adolescenti ribelli) che se non si ubriacano e non esagerano non sanno stare in compagnia e divertirsi, non hanno il senso del limite nelle cose e soprattutto non ragionano. Sicuramente questo tipo di personaggi sono sempre esistiti, ma è grave che non abbiano il rispetto di sé stessi e degli altri e quando tu glielo fai notare diventano anche saccenti, strafottenti, ti ridono in faccia ed offendono, come se richiedere il rispetto degli altri, il rispetto delle regole e degli spazi comuni fosse una cosa che fanno solo gli stupidi o coloro che “sono vecchi e non si sanno divertire”.

Inoltre a chi fa del benaltrismo, accusando le istituzioni di non occuparsi delle zone dello spaccio mentre “vogliono punire chi si diverte” chiedo provocatoriamente: Perché, tra chi abusa del bere e chi si droga che differenza c’è?

 

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Opinionisti o giornalisti? Sono cose differenti!

In Italia da tempo viene portato avanti un dibattito che riguarda il giornalismo o meglio quello che mi sento di definire il cosiddetto “giornalismo di opinione”: che cosa significa questo?

Alcune importanti testate Italiane

Il giornalismo in Italia, salvo pochi nomi, è sempre meno credibile: i giornali stanno crollando a picco, non vendono più e le persone tendono anche a guardare sempre meno il telegiornale. Con l’avvento di internet le persone comprano sempre meno giornali cartacei e guardano sempre meno il TG perché tramite lo smartphone il computer o il tablet hanno le notizie in tempo reale sempre disponibili da tutto il mondo.

Inoltre il giornalismo italiano si macchia da diverso tempo di un problema molto grave, cioè i giornalisti fanno sempre meno i giornalisti, coloro cioè che scoprono e raccontano le notizie, e sempre più gli opinionisti, sia politici che culturali: questo sta a significare che non riportano i fatti, ma molto spesso inventano anche delle notizie di sana pianta pur di far trapelare quali sono le loro opinioni e simpatie politiche, quindi se c’è qualcuno (che sia un partito, movimento o personaggio) che non gli va a genio inventano notizie per screditarlo o travisano volutamente un fatto realmente accaduto per far passare la loro opinione sui fatti come verità e danneggiare la controparte.

L’avvento di Internet ha permesso a tutte le persone che lo desiderano di poter esprimere liberamente le proprie opinioni soprattutto grazie a Facebook e grazie ai blog come questo dove io riporto i miei pensieri, ma io non sono una giornalista. Chi capita sul mio blog già dal titolo sa che io ho determinate idee e viene a leggerlo PROPRIO per questo.

Su Internet si trovano degli opinion leaders, come ad esempio Selvaggia Lucarelli, che non ha il tesserino da giornalista, ma esprime liberamente le sue idee sulla gente e gli avvenimenti quotidiani,  riscuotendo grande seguito: chi la legge lo fa proprio perché vuole leggere le idee della Lucarelli, non un racconto imparziale.

Quando una persona si rivolge ad un giornale o guarda il telegiornale al contrario non vuole ascoltare le opinioni del giornalista, altrimenti leggerebbe i blog su internet o i post di Facebook, ma vuole essere informato sui fatti così come si sono svolti, oggettivamente: le opinioni se le fa poi da sola. Invece TG e giornali sono sempre più mezzi di propaganda politica, e tutto ciò alla gente mediamente istruita ed informata dá profondamente fastidio, perché nessuno vuole che gli si inculchi ciò che deve pensare e sentirsi leso nella propria intelligenza.

Una cosa poi veramente terribile sono i famosi talk show cioè quei pollai (perché non mi viene una parola migliore per definirli) dove ci si urla contro e c’è un conduttore che si spaccia per giornalista, ma in realtà si comporta come un semplice presentatore, che incalza quelli che gli stanno antipatici con 1000 domande anche assurde o palesemente in mala fede, senza dargli tempo di rispondere o parlandogli sopra, cercando di metterli in difficoltà o fargli perdere la pazienza o almeno il filo del discorso, mentre a tutti quelli che sono della sua stessa parte politica non fa domande sgradite o comunque li lascia dire tutto quello che vogliono, anche se notoriamente falso e demagogico, senza contraddittorio.

È vero che gran parte degli italiani sono ancora magari culturalmente arretrati non usano bene Internet e quant’altro, ma se un blog è seguito da qualche migliaio di persone, un talk show per quanto poco visto arriva quasi al milione di spettatori, inoltre ripetendo che da un giornalista ci si aspetta un’informazione seria e veritiera, i danni che può fare con l’opinionismo sono palesi.

Ci sono poi delle penne importanti, come Marco Travaglio, Luisella Costamagna e Franco Bechis, che riescono a coniugare giornalismo ed opinione perché sono molto bravi ed imparziali e riportano i fatti oggettivi riuscendo anche a dare una loro visione dello stato sociale, ma per l’appunto sono pochi i giornalisti che hanno questa capacità di essere al di sopra delle parti, tanto che a volte possono risultare anche antipatici perché hanno delle idee di società molto chiare e non fanno sconti a nessuna parte politica.  Molti nel cercare di imitarli in realtà li scimmiottano malamente, perché non hanno capito che loro sono persone con degli ideali che raccontano i fatti ponendoli poi a raffronto del loro ideale, non dei lecchini che pendono criticamente o per convenienza da una sola parte.

Questo mi fa venire in mente la battuta che sia io che diversi 5 stelle facciamo spesso quando veniamo definiti “grillini”: non siamo noi a pensarla come Grillo, è lui che ha consentito di unire nel Movimento tutti quelli che la pensano come noi.

E badate bene che la differenza tra le due cose è la stessa che passa dal fare opinione a essere giornalista.

 

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I risultati delle elezioni amministrative

I risultati di queste elezioni amministrative, ammettiamolo, non sono andati come ci aspettavamo: nonostante questo non si può parlare di “debacle” del M5S alle amministrative, in quanto nei Comuni dove si è presentato il consenso per il M5s è aumentato rispetto a 5 anni fa, nonostante sia aumentato anche l’astensionismo. Ci aspettavamo che il popolo italiano fosse pronto alla rivoluzione, non lo è ancora, ci vorrà del tempo, ma noi non ci fermiamo di certo.
Emblematico è il caso di Luca Pirondini a Genova: nonostante il “caso Cassimatis” montato dai media e le due liste fatte sia dalla stessa Cassimatis che dall’altro ex 5 stelle Paolo Putti, il solo Pirondini ha preso un’altissima percentuale di voti, aumentando i consensi rispetto alle ultime amministrative di Genova di 5 anni fa. Stessa cosa successa a Palermo, dove il M5S è passato dal 4÷ del 2012 al 13÷ di ieri con Ugo Forello candidato Sindaco.
Però se c’è una cosa che queste amministrative ci hanno insegnato e dobbiamo farne tesoro assolutamente, è che alle comunali non si può contare semplicemente sul traino del simbolo nazionale del Movimento, ma contano i volti, contano le persone: alle Comunali si votano i volti conosciuti sul territorio.

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A differenza del Parlamento dove siccome si legifera si predilige che i Parlamentari siano giovani, attivi sul territorio nazionale, magari laureati ed in grado di affrontare un dibattito televisivo, per i Comuni non funziona così: un problema locale del M5S è che candida spesso persone giovanissime che non hanno esperienza politica, quindi chi le deve votare, trovando sulla lista un nome noto e un giovanissimo, non si fida della sua esperienza e delle sue capacità di amministrare, quindi che succede? Si dà il voto alla lista del Movimento 5 Stelle perché si spera nel rinnovamento e ci piacciono i loro ideali e parte del loro programma, però come Sindaco si va a votare il volto ormai noto e conosciuto che dá diciamo “continuità con il passato”… la mentalità é “Io voto la lista del cinquestelle così questa persona giovane entra in consiglio e si fa le ossa e fa una buona opposizione e magari tra 5 anni ne riparliamo, però come Sindaco voto x perché già lo conosco.”
Un’altra cosa importante da considerare è che l’italiano dimentica molto in fretta! Quindi se un ex candidato sindaco si ricandida non stanno tanto a pensare ai disastri che magari ha giá combinato, ma solo che è un volto familiare, quindi se sulla scheda trova affiancati l’ex ed un esordiente vota in gran parte dei casi l’usato sicuro.
Questo è dimostrato anche dal fatto che il M5S vince nei piccoli comuni, dove tutti si conoscono, o arriva al ballottaggio dove è già presente da 5 anni in consiglio comunale, quindi i candidati a Sindaco sono ormai volti conosciuti in città.
Ovviamente escludendo casi estremi di mafie e clientelismo, che non possono essere validati a statistica se non in particolari zone critiche del Paese. Per quello però andrebbe prima cambiato il Governo nazionale per poi passare al locale! 😉

Un altro importante argomento che conta tantissimo a livello locale e che troppi tengono a trascurare, è che il Movimento 5 Stelle corre da solo, con la sua unica lista, gli altri partiti invece si coalizzano con tante piccole liste civetta finto civiche che hanno il solo scopo di drenare voti.
Ecco che così si scopre che un partito vince con magari 1000 voti di scarto sul M5S, voti che gli arrivano da 4 o 5 listine civetta che da sole a malapena arrivano al 3÷, mentre se avesse corso da solo, al pari del Movimento, avrebbe perso. Sapendo che in queste listine locali molti si trovano candidati figli, fratelli, amici etc… è facile capire come possano ottenere quel centinaio di voti che poi convergono nel partito principale, che molti di quei votanti non sosterrebbero mai direttamente.
Questo purtroppo è dovuto anche all’ancora marcato analfabetismo politico di molti Italiani, che non vogliono capire che la politica influenza tutta la loro vita ed invece di interessarsi direttamente ai candidati ed i loro programmi, votano di malavoglia, per conoscenza diretta e senza sapere chi stanno votando in realtà ed a quale forza politica afferisce.
Senza contare che il Movimento ha tutti i media contro, che ne fanno una campagna denigratoria perenne e chi si informa solo attraverso di loro ha una percezione totalmente mistificata della realtà!

Ora c’è solo una cosa da fare: testa bassa e pedalare, analizzare gli errori commessi fin qui e migliorarsi, migliorarsi sempre e continuare a lavorare per lasciare l’Italia migliore di come l’abbiamo trovata.

Ne approfitto per fare i miei migliori auguri al nuovo Sindaco M5S di Parzanica (Bg), al riconfermato Sindaco di Sarego ed a tutt* coloro che dovranno affrontare il ballottaggio del 25 giugno… per aspera ad astra!

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Reddito, lavoro e la “Sindrome del Parlamentare Italico”.

Ah, l’Italia! Terra di Santi, poeti, navigatori… e Parlamentari eletti non si sa bene come.

Comunque ormai, a 37 anni, ho piena consapevolezza che sono eletti da noi, e ci rappresentano in pieno, nel bene e nel male.
Ma prima di dimostrarvelo, facciamo un passo indietro.

Ieri, in visita alla fabbrica Ilva di Cornegliano (Genova), il Papa ha tenuto un discorso, tra l’altro indubbiamente serio ed in parte condivisibile, che potete trovare cliccando qui

Nel parlare ha fatto un vago riferimento alla proposta del Reddito di Cittadinanza del Movimento 5 Stelle, affermando che “c’è bisogno di lavoro per tutti, non di reddito’.
A parte che sono concorde solo per metà con questa frase, l’intervento del Papa è stato subito strumentalizzato dai soliti politicanti dalle dubbie capacità, tanto che l’Onorevole Daniele Pesco, che ha scritto la legge, è intervenuto su Facebook con delle infografiche che spiegano anche a chi non avesse voglia di andarsela a leggere tutta per intero cosa propone la legge sul Reddito di Cittadinanza (al link trovate il testo presentato dalla Senatrice Nunzia Catalfo alla propria camera di appartenenza) in modo da chiarire i dubbi anche ai più pigri, e con il suo permesso ve le riporto anche io:

Come si legge, il Reddito di Cittadinanza è una vera e propria manovra economica, che mira tra le altre cose a migliorare i centri per l’impiego, favorire la formazione, favorire l’aggregazione dei lavoratori e la nascita di nuove imprese, combattere il lavoro nero ed inserire nel nostro ordinamento il salario minimo garantito.
Ben altro che una “mancetta per nullafacenti”, come alcuni l’hanno definita…

Chiarisco subito come la penso: per me a 25 anni non puoi avere esperienza di niente anche se neolaureato, ed è giusto un pò adattarsi e fare il lavoro che si trova più facilmente, soprattutto se non si ha una laurea altamente professionalizzante e non si ha voglia di cambiare città e si vuole trovare un impiego “vicino casa”: però sempre con l’intento che, se non ti piace o non te ne senti portato, tu possa domani cambiarlo, e con l’esperienza accumulata e gli studi intrapresi, trovare di meglio per te.
Visto che il tuo lavoro ti impegnerà per almeno 40 anni della tua vita, che almeno ti piaccia e ti dia soddisfazione, qualunque esso sia!
Io prima di laurearmi ho fatto per diversi anni la commessa, ed è un lavoro che mi piace molto, anche se ora non è più facile da trovare come 20 anni fa.
Però ho amiche che non ne sono portate e non lo farebbero mai, mentre si dedicano ad altri tipi di attivita’ che non piacciono a me.
Tutto ciò premesso, non sono minimamente d’accordo con il doversi accontentare e rassegnarsi, e non lo sarò mai.

E qui veniamo alle note dolenti…infatti in Italia ormai una parte della popolazione è assuefatta alla mentalità da schiavo, ossia per queste persone il lavoro è un qualcosa di forzatamente brutto, pesante, sgradevole, e soprattutto l’unica concezione di lavoro che ritengono di valore è quella.
Se non ti alzi alle 5, non ti rompi la schiena in una fonderia o non fai le pulizie o i servizi pesanti, non stai veramente lavorando.
Tutti i lavori -orrore se anche ben retribuiti!- che non implichino l’essere o il sentirsi magari sfruttati, sottopagati, sfiniti a livello fisico, per queste persone non sono veri lavori, ma una sorta di privilegio (oggi in televisione un signore intervistato diceva che dai 100.000 euro di patrimonio in su una persona può essere considerata RICCA, ed ho detto patrimonio, non risparmi, e questo ci dà l’idea che tipo di mentalità stiamo parlando).

I nostri Politici negli ultimi trenta anni hanno fatto indubbiamente un bel lavoro di disintegrazione dello Stato sociale, livellando la popolazione verso il basso, con annesse mansioni e salari, e inculcando nelle persone la mentalità che sia giusto così.
Chi con i suoi mezzi e magari fatica e sacrifici riesce ad ottenere un pò più del minimo, è subito oggetto di invidia sociale, come se commettesse un peccato mortale.
E non parlo di trenta anni a caso, perché mi ricordo assai bene che quando io ero piccola, l’andare a lavorare a catena in fabbrica, fare le pulizie o tutti i cosiddetti lavori “pesanti” erano considerati certo impieghi dignitosi e a volte anche ben pagati, ma erano l’impiego considerato “naturale” di chi non aveva studiato, non conosceva le lingue e non sapeva usare le nascenti nuove tecnologie, ed i genitori della mia generazione si auguravano per noi figli un futuro migliore e destinato a qualcosa di più, magari con fatiche diverse e maggiori soddisfazioni.

Poi si deve essere inceppato qualcosa nel meccanismo, la situazione del lavoro in Italia è degenerata, peggiorando rovinosamente, e siamo arrivati al punto in cui ci si sente dare del “bamboccione” o fannullone se dopo anni di impegno all’Università e migliaia di soldi investiti si ambisce, raggiunta una certa età, a qualcosa di meglio di un contratto precario e sottopagato da friggitore di patatine al fast food da fare per qualche mese l’anno (per dire una cosa a caso), sempre che tu riesca ad ottenere il posto da friggitore di patatine.

Volesse il cielo, arriva una forza politica nuova, giovane, che studiando anche il futuro mercato del lavoro si rende conto che la situazione è tragica: il miglioramento degli stili di vita possibile grazie alle nuove tecnologie e l’avvento della robotica faranno sparire nel medio periodo milioni di posti di lavoro.
Per molti tipi di lavori pesanti ci penseranno i robot, altri spariranno del tutto e gli uomini dovranno tornare ad un nuovo Umanesimo e dedicarsi a lavori più creativi, di intelletto, che è l’unica caratteristica che ci differenzia dalle macchine.
Per favorire la transizione a questa Rivoluzione Industriale 4.0 che permetta al Paese di uscirne a testa alta, propongono un reddito minimo temporaneo a chi non ha lavoro o lo perde, con l’intento di farti assumere nel frattempo nuove competenze ed abilità, per poter migliorare la tua condizione, aumentare i salari etc… e se ne sentono dire DAI CITTADINI di tutti i colori.

Questo Paese a mio avviso sarà più duro del previsto da riformare.

E per far capire il lavoro di fino realizzato dai nostri Parlamentari votati in modo dubbio, e quanto essi rappresentano chi li vota, è di oggi l’ultima perla, partorita dalla mente di una Parlamentare PD: con la scusa di decurtare i vitalizi, ha aumentato del 20÷ la pensione di reversibilità per i congiunti dei Parlamentari (che sono anche i conviventi di fatto) sostenendo la sua tesi con queste illuminanti parole:

“Ho pensato che era sacrosanto – dice la Gasparini al fattoquotidiano.it – mettere fine a trattamenti insostenibili attraverso il ricalcolo contributivo dell’importo pensionistico ma anche che non fosse giusto che i congiunti di un parlamentare, che magari non hanno altro reddito, finissero a fare la sguattera o il giardiniere. Ecco perché ho pensato a un riconteggio aumentato del 20%. E’ una misura pensata su situazioni personali a volte gravose: c’è la vedova, l’anziano, il figlio disabile etc”.

A parte il congiuntivo sbagliato, per il quale un Di Maio verrebbe crocifisso in sala mensa psr giorni mentre la signora passa in cavalleria, ciò che emerge è la Sindrome del Parlamentare Italico, detta anche Sindrome di Stocazzo.
L’Italiano normale, non Parlamentare, che vada a fare lo sguattero o il giardiniere (che tra l’altro è un bellissimo lavoro, poteva trovare un esempio peggiore!) se rimane senza lo stipendio del capofamiglia… e chi se ne frega se disabile, una vecchia vedova o un figlio plurilaureato…chi invece ha avuto solo nella vita la fortuna di avere un Parlamentare in famiglia, vivendo di rendita con i suoi circa 10.000 euro mensili, deve poter continuare a campare di rendita senza dover dedicarsi a quell’aberrante attività che viene definita lavoro. Sia mai!

E siccome un padrone per essere tale deve avere degli schiavi, pensate che la gente la sia andata a prendere di peso per sputarle in faccia o si sia segnata il nome per essere certi di non rivotarla mai più?

Giammai, stolti! A parte qualche solito starnazzamento da tastiera sui social, ho letto un glorioso “Almeno si iniziano a tagliare i vitalizi, ed è un buon segnale che la cosa sia partita dal PD”.

Questo Paese a mio avviso sarà incredibilmente più duro del previsto da riformare.

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Oltre 30.000 passi per il Reddito di Cittadinanza

Ieri si è svolta la seconda marcia Perugia-Assisi per il Reddito di Cittadinanza promossa dal M5S.

Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Portavoce nelle istituzioni, attivisti, simpatizzanti, tutti insieme a camminare per circa 24 km (ufficialmente ne vengono dichiarati 20, effettivi sono leggermente di più), circa 36.000 passi attraverso quello che è noto come il “cammino della pace” e parte dai Giardini del Frontone di Perugia fino alla Basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi.

Beppe con la torcia che rappresenta la fiamma della dignità del Reddito di Cittadinanza.
Foto La Presse.

Io non ho potuto partecipare alla prima marcia di due anni fa ed avevo come riferimento l’Italia 5 Stelle del 2014 a Roma.

Sono due eventi molto differenti, in questo c’è uno scopo comune da raggiungere, l’Italia 5 Stelle è un incontro, anche se non meno faticoso, ma spalmato su tre giorni! 😁

Per prima cosa, devo ammettere che la marcia non può essere svolta tutta senza un minimo di allenamento, è vero che si affronta come una passeggiata, ma la distanza è tanta, ed il sole cocente o la pioggia (ieri abbiamo avuto entrambe!) non aiutano chi non è abituato a camminare su medie distanze. Ci sono delle navette che seguono la coda del corteo per portare i disabili in difficoltà o chi si dovesse sentire troppo stanco, ma sono poche ed hanno tre o quattro posti, quindi non ci si può fare affidamento del tipo “tanto in caso c’è la navetta che mi porta”… c’è da camminare!

Prima i lati negativi: ci sono troppi pochi bagni chimici lungo il percorso, si devono fare file chilometriche nei bar lungo la strada per fermarsi un attimo, o derogare dal percorso… ed inoltre, arrivati ad Assisi, la gente si disperde, non c’è una forma di saluto ufficiale, dando un’idea di incompiuto… Capisco che sia una scelta voluta per non dare un carattere troppo politicizzato alla manifestazione, ma un palchetto per spiegare a chi magari non è ben informato cosa prevede la proposta di legge sul Reddito di Cittadinanza non ci sarebbe stata male, anche perché nella Piazza di Santa Maria degli Angeli alle 17,30 di sabato pomeriggio c’è molta gente che magari potrebbe essere interessata all’argomento e non ne sa molto.

Per il resto… esperienza bellissima! Eravamo davvero tanti (almeno 30.000 persone vedendo video e foto, forse di più), ma mentre si è lì non si percepisce affatto, per intenderci non si sta mai pressati o schiacciati gli uni agli altri, e questo lo dico per chi tende a rifuggire gli eventi troppo affollati.

Si è respirato un clima bellissimo di comunità, si fanno belle chiacchierate, mi hanno colpito i volontari che (oltre alle spazzatrici meccaniche) al passaggio del corteo ripulivano tutto, anche i rifiuti vecchi dalle sterpaglie, ad ulteriore dimostrazione che dove passa il Movimento 5 Stelle lascia più pulito di come ha trovato, e non solo a livello politico.

È tranquillizzante vedere come chi si incontra sotto la bandiera del M5S lo faccia all’insegna della pace (c’erano diverse bandiere multicolore a ricordarlo!), della fratellanza, dell’amicizia…con i Portavoce in cammino tra tutti, da cittadini liberi, senza scorte o distanze e senza che nessuno abbia causato nessun incidente o creato problemi di sorta… da’ l’immagine dell’Italia che vogliamo costruire, ed è un’immagine molto bella!

Stanchi ma felici all’arrivo ad Assisi con un amico prima ancora che ottimo Portavoce, Daniele Pesco, autore nel 2013 della proposta di legge sul Reddito di Cittadinanza.

Ovviamente spero che questa sia l’ultima marcia e che dal 2018 ci sia il Movimento 5 Stelle al governo dell’Italia ed il Reddito di Cittadinanza, la “fiamma della dignità” come l’ha definito Beppe, possa diventare realtà.

Allo stesso tempo non sarebbe male organizzare in maniera più ridotta eventi simili, anche locali, perché a mio avviso sono molto utili a costruire la nostra comunità,  ed una comunità unita e solidale è proprio ciò di cui in Italia abbiamo assolutamente bisogno.

Pubblicato in: Idee in Movimento

Riciclare la plastica per costruire nuove strade

Tutti sappiamo quanto i rifiuti incidano nella nostra vita, e come sia fortemente necessario poterli ridurre.

L’Economia Circolare vuole favorire proprio la diminuzione del rifiuto da conferire in discarica, per permettere a ciò che buttiamo di avere una “seconda vita” o di essere nuovamente riutilizzato sotto altra forma.

Trovandosi in India con un’associazione umanitaria, l’ingegner Toby McCartney venne a conoscenza di come i più poveri si procurassero da vivere andando a recuperare nelle discariche oggetti che potessero essere rivenduti, e utilizzassero rifiuti di plastica da sciogliere col fuoco e coprire con del bitume per riparare le buche nelle strade.

A quel punto si è chiesto se con le conoscenze e tecnologie più avanzate che possedeva l’Inghilterra non fosse stato possibile realizzare un asfalto simile in maniera più “professionale”, e con due soci ha dato vita alla MacRebur, un’azienda che produce un additivo per asfalto realizzato con la plastica riciclata.

http://www.bbc.com/news/av/magazine-39693091/can-plastic-roads-help-save-the-planet/embed

L’MR6 è commercializzato sotto forma di pellets, richiede una minore quantità di bitume per essere agglomerato rispetto ad un asfalto normale, è più resistente e durevole e soprattutto riutilizza tonnellate di rifiuti di plastica che altrimenti finirebbero nelle discariche, diminuendo così sia i costi che le emissioni di carbonio.

Già due contee lo hanno scelto per riasfaltare le proprie strade, e iniziative come queste sono la dimostrazione che solo chi ha interessi diretti con il petrolio può fermare l’innovazione.

Pensiamo a quante tonnellate di rifiuti, costi, emissioni e necessità di petrolio in meno ci sarebbero se un prodotto come questo iniziasse ad essere commercializzato su larga scala, e speriamo che anche in Italia al più presto si possano utilizzare queste tecnologie, o addirittura perfezionarle.

Pubblicato in: Pensieri e parole

Anch’io sono un click!

Domenica scorsa si sono tenute le primarie del Partito Democratico. A me non piacciono né il partito, né tantomeno le loro primarie, ma visto che il leader che eleggono è il loro, facciano come meglio credono.

C’è una cosa però sulla quale non posso tacere, e sono le offese che ci rivolgono, sostenendo che noi del M5S siamo algoritmi e click, mentre loro “fanno bagni di democrazia”.

Tralascio come già detto cosa penso del loro concetto di votazioni e democrazia, che non corrisponde al mio neanche lontanamente, ed esplico il mio concetto: innanzi tutto come ho appreso dai miei studi di psicologia, un algoritmo è un metodo per risolvere problemi complessi attraverso un numero finito di passi elementari (la mente umana infatti ragiona attraverso algoritmi ed euristiche, ma sarà argomento per altri post), ed io sono FIERA di essere “un algoritmo”. Loro per me sono solo il problema complesso da risolvere.

Inoltre io per votare ho fornito documento di identità e certificato di residenza, e mi viene chiesto di votare sui candidati, sul programma, posso proporre delle leggi e votare quelle degli altri iscritti, posso emendare ed integrare quelle dei miei Portavoce. Tutto questo con un click, ovunque io mi trovi e senza pagare assolutamente nulla. Il metodo è giovane, va perfezionato e mi va bene, ma è assolutamente democratico e non c’è nulla che altri schieramenti politici possano insegnarci al riguardo.

Io sono un click quando sto in piazza, quando voto, quando studio per approfondire degli argomenti che mi interessano -come nello specifico l’evoluzione del lavoro e dell’istruzione nei prossimi anni-, quando sono ai gazebo a dare spiegazioni sul nostro lavoro e quello dei Portavoce, mentre distribuisco volantini, quando organizzo eventi sul territorio, quando commento e condivido notizie.

Io sono FELICE di essere un click, faccio parte di una splendida famiglia di click come me che “hanno voglia di cambiare il mondo”, ho trovato amiche ed amici tra i click, che sono persone oneste, sognatrici, amanti di ideali un po’ demodé come verità e giustizia… click che amano riciclare, tenere pulito l’ambiente, andare in bicicletta o fare lunghe passeggiate, spostarsi con i mezzi pubblici e mangiare cibi a km 0… click che sognano un mondo più giusto e meritocratico, una politica più attiva e vicina ai cittadini che sono i veri sovrani di un Paese.

Noi proviamo a realizzare il nostro sogno a cinque stelle, un click alla volta.

Pubblicato in: Pensieri e parole

Scegliamo le giuste vibrazioni per la nostra vita

Se avete mai sentito parlare di Cervello Quantico sapete come i nostri pensieri e parole possono influenzare la nostra realtà attraverso le vibrazioni che emettiamo e che ci mettono in connessione con l’Universo intorno a noi.

Noi siamo energia e tutto ciò che trasmettiamo attira a noi la realtà che sperimentiamo ogni giorno: realtà che viene poi filtrata dai nostri sensi, che ci fanno percepire solo ciò su cui siamo sintonizzati.

In questa maniera si manifestano quelle che in psicologia vengono definite “profezie autoavveranti”: a forza di pensare e parlare in un certo modo, realizziamo i nostri pensieri. È così che persone ottimiste e positive riescono sempre a cavarsela in varie situazioni o ad ottenere dei vantaggi o miglioramenti, mentre chi è sempre pessimista e negativo, si attirerà proprio quella serie di eventi spiacevoli da cui si vede perseguitato…anche perché non vede quelli positivi che gli passano sotto al naso.

Naturalmente le nostre vibrazioni sono influenzate dalle parole che i nostri genitori ci dicevano da piccoli, dal nostro carattere etc… non basta una razionalizzazione intellettuale della cosa es. “Ok, da oggi penso positivo!”, bisogna arrivare ad una consapevolezza interiore che automaticamente fa variare le nostre vibrazioni interne, i nostri pensieri e le parole che usiamo ogni giorno verso di noi e gli altri.

Non riusciremo magari a raggiungere il distacco e la serenità di un monaco zen, ma potremo fare ottimi passi nella nostra vita.

Questi concetti sono stati studiati ed esitono centinaia di libri in materia. Uno dei ricercatori più famosi al mondo è il giapponese Masaru Emoto che si è dedicato a vedere come l’acqua reagisce alle nostre vibrazioni. Emoto sosteneva infatti che l’acqua ha una sua memoria, e che le vibrazioni che noi le mandiamo la influenzano.

Il suo esperimento più famoso è quello con il riso:

Questo è uno dei tantissimi video che si possono trovare su youtube al riguardo, in quanto migliaia di persone lo hanno voluto replicare per verificarne gli effetti.

Tu che vibrazioni stai risuonando?

Pubblicato in: Pensieri e parole

Clean the world, un’idea davvero…pulita!

C’è una cosa a cui di solito non pensiamo affatto… che fine fanno le saponette o le boccettine di shampoo degli alberghi, magari dopo essere stati usati una sola volta?

Finiscono in discarica! Uno spreco immane di materiale ancora utilizzabile ed in ottimo stato di conservazione… questo fatto ben poco lusinghiero per una società che voglia definirsi civile ha attirato in America l’attenzione di Shawn Seipler, che per il suo lavoro girava constantemente alberghi di lusso.

Shawn ha approfondito l’argomento ed ha pensato che fosse impossibile non fare qualcosa al riguardo: nel mondo molte epidemie nascono e si diffondono proprio per la scarsità di igiene, e noi gettiamo in discarica del sapone nuovo!

Oggi Clean the World ha sede in America, Hong Kong,  Canada e Regno Unito, e si occupa di ritirare le saponette e boccette che altrimenti verrebbero buttate, di riciclare il sapone e realizzare kit di pulizia che vengono poi donati ai paesi più poveri ed alle zone disagiate. Agli alberghi il servizio costa 0,50 cent/mese per ogni stanza, una spesa minima in cambio di un’ottima iniziativa!

Qui potete vedere il video di presentazione dell’Associazione, se non comprendete bene l’Inglese l’ho tradotto per voi ed ho fatto un riassunto sotto al video stesso. Vale davvero la pena di informarsi!

RIASSUNTO TRADUZIONE DEL VIDEO:

Shawn Seipler, Fondatore e CEO di Clean the World:

Ogni giorno nel mondo muoiono circa 9mila bambini, non per AIDS o violenze, ma per malattie curabili. Polmonite e diarrea sono le principali cause di morte per i bambini nel mondo, ogni anno esse uccidono oltre 2 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni. La soluzione non arriva da costosi vaccini…arriva dal sapone.

Studi clinici hanno dimostrato che l’uso di saponette riduce fortemente queste morti, in ogni zona del mondo, dal 30 al 65%.

La cosa più incredibile è che oggi, nel mondo, gli alberghi gettano via oltre 2 milioni di saponette…Dopo averlo visto accadere nell’ennesima camera d’albergo, Shawn si è chiesto “Che fine fanno i residui dei saponi che non utilizziamo?” Allora è nata Clean The World!

Sono stati negli alberghi a spiegare che hanno un processo di riciclo unico nel suo genere, che comprende il ritiro di saponette e boccette parzialmente usate che vengono sterilizzate e riciclate, ma questo riciclo non finisce qui. Attraverso i loro volontari si impegnano a salvare almeno un milione di vite ogni anno, distribuendo sapone nelle zone povere del mondo grazie alla collaborazione di scuole, parrocchie e varie associazioni, ed insegnando come utilizzarlo.

Con questo metodo non contribuiscono solo al recupero di plastica e sapone, ma a dare concrete speranze di sopravvivenza e miglioramento delle proprie condizioni a coloro che vivono in queste zone del “sud del mondo”, promuovendo una vera e propria rivoluzione dell’igiene.

Pubblicato in: Movimento 5 Stelle

Il controllo va bene, però…

In tutte le cose,  come suole dirsi, c’è modo e modo.

Il Movimento 5 Stelle (e parlo in generale, dal garante all’ultima delle attiviste -me medisima-) ha sbagliato alcune cose, le sbaglia e le sbaglierá, siamo esseri umani e lo sappiamo. Si cerca sempre di agire in buonafede e ci si è dotati di un regolamento interno molto rigido proprio per limitare al minimo chi la buonafede non ce la mette. Il fatto di possedere delle regole e doverle rispettare manda in panico molti italiani medi, ma in uno Stato di diritto è così che funziona: ci sono delle regole e si rispettano, anche quando ci vanno un po’ strette.

Giocando molto spesso proprio sul concetto volutamente travisato delle regole interne, la stampa sta sempre a fare le pulci ai Portavoce ogni alito di vento, e spesso la giusta e sacrosanta critica trascende in diffamazione bella e buona e storie inventate di sana pianta. Il Movimento attira i lettori, e la calunnia è un venticello…una volta lanciata anche se si smentisce, cosa che non tutti fanno, ormai il danno è fatto.

O meglio…era. Già, perché se all’inizio questa tecnica poteva funzionare, è stata così abusata che ormai sortisce l’effetto contrario, ossia la gente automaticamente attribuisce un pensiero positivo al Movimento ed ai suoi componenti ogni volta che la stampa tenta di veicolare una probabile “cattiva notizia”. Come non citare il caso di Virginia Raggi, massacrata mediaticamente in un modo assurdo, che non ho mai visto fare neanche con i più efferati criminali o con politici che hanno riportato le più gravi condanne? E quale sarebbe la sua colpa? Ebbene, quella di essere una giovane donna non scafata a livello politico e mediatico, ma onesta ed un pò ingenua, proprio perché pulita ed inesperta. Personalmente ammiro la sua forza e savoir faire, perché io al suo posto non li avrei.

Io apprezzo il fatto che i giornalisti si interessino ai Portavoce e facciano loro domande dettagliate, purché non si faccia gossip, ma ci si occupi della loro attività politica, vi porto un esempio: voi sapete chi sono Daniele Pesco o Alessio Mattia Villarosa? Conoscete di cosa si occupano? In teoria dovreste, perché sono molto attivi e trattano dei temi fondamentali e delicati che ci toccano da vicino!* Ma scommetto che molti di voi a malapena li abbiano mai visti una volta!

Oppure sapete di cosa si sono recentemente occupati Tiziana Ciprini e Claudio Cominardi e di quale commissione fanno parte?*

Se l’informazione fosse davvero seria non ci sarebbero di questi problemi. Le notizie gossippare sarebbero relegate a meri trafiletti ed invece l’attività parlamentare sarebbe ben nota a tutti.

Ps Scorrete fino in fondo per trovare le risposte!

 

 

 

 

 

 

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