Pubblicato in: Movimento 5 Stelle

Oltre 30.000 passi per il Reddito di Cittadinanza

Ieri si è svolta la seconda marcia Perugia-Assisi per il Reddito di Cittadinanza promossa dal M5S.

Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Portavoce nelle istituzioni, attivisti, simpatizzanti, tutti insieme a camminare per circa 24 km (ufficialmente ne vengono dichiarati 20, effettivi sono leggermente di più), circa 36.000 passi attraverso quello che è noto come il “cammino della pace” e parte dai Giardini del Frontone di Perugia fino alla Basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi.

Beppe con la torcia che rappresenta la fiamma della dignità del Reddito di Cittadinanza.
Foto La Presse.

Io non ho potuto partecipare alla prima marcia di due anni fa ed avevo come riferimento l’Italia 5 Stelle del 2014 a Roma.

Sono due eventi molto differenti, in questo c’è uno scopo comune da raggiungere, l’Italia 5 Stelle è un incontro, anche se non meno faticoso, ma spalmato su tre giorni! 😁

Per prima cosa, devo ammettere che la marcia non può essere svolta tutta senza un minimo di allenamento, è vero che si affronta come una passeggiata, ma la distanza è tanta, ed il sole cocente o la pioggia (ieri abbiamo avuto entrambe!) non aiutano chi non è abituato a camminare su medie distanze. Ci sono delle navette che seguono la coda del corteo per portare i disabili in difficoltà o chi si dovesse sentire troppo stanco, ma sono poche ed hanno tre o quattro posti, quindi non ci si può fare affidamento del tipo “tanto in caso c’è la navetta che mi porta”… c’è da camminare!

Prima i lati negativi: ci sono troppi pochi bagni chimici lungo il percorso, si devono fare file chilometriche nei bar lungo la strada per fermarsi un attimo, o derogare dal percorso… ed inoltre, arrivati ad Assisi, la gente si disperde, non c’è una forma di saluto ufficiale, dando un’idea di incompiuto… Capisco che sia una scelta voluta per non dare un carattere troppo politicizzato alla manifestazione, ma un palchetto per spiegare a chi magari non è ben informato cosa prevede la proposta di legge sul Reddito di Cittadinanza non ci sarebbe stata male, anche perché nella Piazza di Santa Maria degli Angeli alle 17,30 di sabato pomeriggio c’è molta gente che magari potrebbe essere interessata all’argomento e non ne sa molto.

Per il resto… esperienza bellissima! Eravamo davvero tanti (almeno 30.000 persone vedendo video e foto, forse di più), ma mentre si è lì non si percepisce affatto, per intenderci non si sta mai pressati o schiacciati gli uni agli altri, e questo lo dico per chi tende a rifuggire gli eventi troppo affollati.

Si è respirato un clima bellissimo di comunità, si fanno belle chiacchierate, mi hanno colpito i volontari che (oltre alle spazzatrici meccaniche) al passaggio del corteo ripulivano tutto, anche i rifiuti vecchi dalle sterpaglie, ad ulteriore dimostrazione che dove passa il Movimento 5 Stelle lascia più pulito di come ha trovato, e non solo a livello politico.

È tranquillizzante vedere come chi si incontra sotto la bandiera del M5S lo faccia all’insegna della pace (c’erano diverse bandiere multicolore a ricordarlo!), della fratellanza, dell’amicizia…con i Portavoce in cammino tra tutti, da cittadini liberi, senza scorte o distanze e senza che nessuno abbia causato nessun incidente o creato problemi di sorta… da’ l’immagine dell’Italia che vogliamo costruire, ed è un’immagine molto bella!

Stanchi ma felici all’arrivo ad Assisi con un amico prima ancora che ottimo Portavoce, Daniele Pesco, autore nel 2013 della proposta di legge sul Reddito di Cittadinanza.

Ovviamente spero che questa sia l’ultima marcia e che dal 2018 ci sia il Movimento 5 Stelle al governo dell’Italia ed il Reddito di Cittadinanza, la “fiamma della dignità” come l’ha definito Beppe, possa diventare realtà.

Allo stesso tempo non sarebbe male organizzare in maniera più ridotta eventi simili, anche locali, perché a mio avviso sono molto utili a costruire la nostra comunità,  ed una comunità unita e solidale è proprio ciò di cui in Italia abbiamo assolutamente bisogno.

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Riciclare la plastica per costruire nuove strade

Tutti sappiamo quanto i rifiuti incidano nella nostra vita, e come sia fortemente necessario poterli ridurre.

L’Economia Circolare vuole favorire proprio la diminuzione del rifiuto da conferire in discarica, per permettere a ciò che buttiamo di avere una “seconda vita” o di essere nuovamente riutilizzato sotto altra forma.

Trovandosi in India con un’associazione umanitaria, l’ingegner Toby McCartney venne a conoscenza di come i più poveri si procurassero da vivere andando a recuperare nelle discariche oggetti che potessero essere rivenduti, e utilizzassero rifiuti di plastica da sciogliere col fuoco e coprire con del bitume per riparare le buche nelle strade.

A quel punto si è chiesto se con le conoscenze e tecnologie più avanzate che possedeva l’Inghilterra non fosse stato possibile realizzare un asfalto simile in maniera più “professionale”, e con due soci ha dato vita alla MacRebur, un’azienda che produce un additivo per asfalto realizzato con la plastica riciclata.

http://www.bbc.com/news/av/magazine-39693091/can-plastic-roads-help-save-the-planet/embed

L’MR6 è commercializzato sotto forma di pellets, richiede una minore quantità di bitume per essere agglomerato rispetto ad un asfalto normale, è più resistente e durevole e soprattutto riutilizza tonnellate di rifiuti di plastica che altrimenti finirebbero nelle discariche, diminuendo così sia i costi che le emissioni di carbonio.

Già due contee lo hanno scelto per riasfaltare le proprie strade, e iniziative come queste sono la dimostrazione che solo chi ha interessi diretti con il petrolio può fermare l’innovazione.

Pensiamo a quante tonnellate di rifiuti, costi, emissioni e necessità di petrolio in meno ci sarebbero se un prodotto come questo iniziasse ad essere commercializzato su larga scala, e speriamo che anche in Italia al più presto si possano utilizzare queste tecnologie, o addirittura perfezionarle.

Pubblicato in: Pensieri e parole

Anch’io sono un click!

Domenica scorsa si sono tenute le primarie del Partito Democratico. A me non piacciono né il partito, né tantomeno le loro primarie, ma visto che il leader che eleggono è il loro, facciano come meglio credono.

C’è una cosa però sulla quale non posso tacere, e sono le offese che ci rivolgono, sostenendo che noi del M5S siamo algoritmi e click, mentre loro “fanno bagni di democrazia”.

Tralascio come già detto cosa penso del loro concetto di votazioni e democrazia, che non corrisponde al mio neanche lontanamente, ed esplico il mio concetto: innanzi tutto come ho appreso dai miei studi di psicologia, un algoritmo è un metodo per risolvere problemi complessi attraverso un numero finito di passi elementari (la mente umana infatti ragiona attraverso algoritmi ed euristiche, ma sarà argomento per altri post), ed io sono FIERA di essere “un algoritmo”. Loro per me sono solo il problema complesso da risolvere.

Inoltre io per votare ho fornito documento di identità e certificato di residenza, e mi viene chiesto di votare sui candidati, sul programma, posso proporre delle leggi e votare quelle degli altri iscritti, posso emendare ed integrare quelle dei miei Portavoce. Tutto questo con un click, ovunque io mi trovi e senza pagare assolutamente nulla. Il metodo è giovane, va perfezionato e mi va bene, ma è assolutamente democratico e non c’è nulla che altri schieramenti politici possano insegnarci al riguardo.

Io sono un click quando sto in piazza, quando voto, quando studio per approfondire degli argomenti che mi interessano -come nello specifico l’evoluzione del lavoro e dell’istruzione nei prossimi anni-, quando sono ai gazebo a dare spiegazioni sul nostro lavoro e quello dei Portavoce, mentre distribuisco volantini, quando organizzo eventi sul territorio, quando commento e condivido notizie.

Io sono FELICE di essere un click, faccio parte di una splendida famiglia di click come me che “hanno voglia di cambiare il mondo”, ho trovato amiche ed amici tra i click, che sono persone oneste, sognatrici, amanti di ideali un po’ demodé come verità e giustizia… click che amano riciclare, tenere pulito l’ambiente, andare in bicicletta o fare lunghe passeggiate, spostarsi con i mezzi pubblici e mangiare cibi a km 0… click che sognano un mondo più giusto e meritocratico, una politica più attiva e vicina ai cittadini che sono i veri sovrani di un Paese.

Noi proviamo a realizzare il nostro sogno a cinque stelle, un click alla volta.

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Scegliamo le giuste vibrazioni per la nostra vita

Se avete mai sentito parlare di Cervello Quantico sapete come i nostri pensieri e parole possono influenzare la nostra realtà attraverso le vibrazioni che emettiamo e che ci mettono in connessione con l’Universo intorno a noi.

Noi siamo energia e tutto ciò che trasmettiamo attira a noi la realtà che sperimentiamo ogni giorno: realtà che viene poi filtrata dai nostri sensi, che ci fanno percepire solo ciò su cui siamo sintonizzati.

In questa maniera si manifestano quelle che in psicologia vengono definite “profezie autoavveranti”: a forza di pensare e parlare in un certo modo, realizziamo i nostri pensieri. È così che persone ottimiste e positive riescono sempre a cavarsela in varie situazioni o ad ottenere dei vantaggi o miglioramenti, mentre chi è sempre pessimista e negativo, si attirerà proprio quella serie di eventi spiacevoli da cui si vede perseguitato…anche perché non vede quelli positivi che gli passano sotto al naso.

Naturalmente le nostre vibrazioni sono influenzate dalle parole che i nostri genitori ci dicevano da piccoli, dal nostro carattere etc… non basta una razionalizzazione intellettuale della cosa es. “Ok, da oggi penso positivo!”, bisogna arrivare ad una consapevolezza interiore che automaticamente fa variare le nostre vibrazioni interne, i nostri pensieri e le parole che usiamo ogni giorno verso di noi e gli altri.

Non riusciremo magari a raggiungere il distacco e la serenità di un monaco zen, ma potremo fare ottimi passi nella nostra vita.

Questi concetti sono stati studiati ed esitono centinaia di libri in materia. Uno dei ricercatori più famosi al mondo è il giapponese Masaru Emoto che si è dedicato a vedere come l’acqua reagisce alle nostre vibrazioni. Emoto sosteneva infatti che l’acqua ha una sua memoria, e che le vibrazioni che noi le mandiamo la influenzano.

Il suo esperimento più famoso è quello con il riso:

Questo è uno dei tantissimi video che si possono trovare su youtube al riguardo, in quanto migliaia di persone lo hanno voluto replicare per verificarne gli effetti.

Tu che vibrazioni stai risuonando?

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Clean the world, un’idea davvero…pulita!

C’è una cosa a cui di solito non pensiamo affatto… che fine fanno le saponette o le boccettine di shampoo degli alberghi, magari dopo essere stati usati una sola volta?

Finiscono in discarica! Uno spreco immane di materiale ancora utilizzabile ed in ottimo stato di conservazione… questo fatto ben poco lusinghiero per una società che voglia definirsi civile ha attirato in America l’attenzione di Shawn Seipler, che per il suo lavoro girava constantemente alberghi di lusso.

Shawn ha approfondito l’argomento ed ha pensato che fosse impossibile non fare qualcosa al riguardo: nel mondo molte epidemie nascono e si diffondono proprio per la scarsità di igiene, e noi gettiamo in discarica del sapone nuovo!

Oggi Clean the World ha sede in America, Hong Kong,  Canada e Regno Unito, e si occupa di ritirare le saponette e boccette che altrimenti verrebbero buttate, di riciclare il sapone e realizzare kit di pulizia che vengono poi donati ai paesi più poveri ed alle zone disagiate. Agli alberghi il servizio costa 0,50 cent/mese per ogni stanza, una spesa minima in cambio di un’ottima iniziativa!

Qui potete vedere il video di presentazione dell’Associazione, se non comprendete bene l’Inglese l’ho tradotto per voi ed ho fatto un riassunto sotto al video stesso. Vale davvero la pena di informarsi!

RIASSUNTO TRADUZIONE DEL VIDEO:

Shawn Seipler, Fondatore e CEO di Clean the World:

Ogni giorno nel mondo muoiono circa 9mila bambini, non per AIDS o violenze, ma per malattie curabili. Polmonite e diarrea sono le principali cause di morte per i bambini nel mondo, ogni anno esse uccidono oltre 2 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni. La soluzione non arriva da costosi vaccini…arriva dal sapone.

Studi clinici hanno dimostrato che l’uso di saponette riduce fortemente queste morti, in ogni zona del mondo, dal 30 al 65%.

La cosa più incredibile è che oggi, nel mondo, gli alberghi gettano via oltre 2 milioni di saponette…Dopo averlo visto accadere nell’ennesima camera d’albergo, Shawn si è chiesto “Che fine fanno i residui dei saponi che non utilizziamo?” Allora è nata Clean The World!

Sono stati negli alberghi a spiegare che hanno un processo di riciclo unico nel suo genere, che comprende il ritiro di saponette e boccette parzialmente usate che vengono sterilizzate e riciclate, ma questo riciclo non finisce qui. Attraverso i loro volontari si impegnano a salvare almeno un milione di vite ogni anno, distribuendo sapone nelle zone povere del mondo grazie alla collaborazione di scuole, parrocchie e varie associazioni, ed insegnando come utilizzarlo.

Con questo metodo non contribuiscono solo al recupero di plastica e sapone, ma a dare concrete speranze di sopravvivenza e miglioramento delle proprie condizioni a coloro che vivono in queste zone del “sud del mondo”, promuovendo una vera e propria rivoluzione dell’igiene.

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Il controllo va bene, però…

In tutte le cose,  come suole dirsi, c’è modo e modo.

Il Movimento 5 Stelle (e parlo in generale, dal garante all’ultima delle attiviste -me medisima-) ha sbagliato alcune cose, le sbaglia e le sbaglierá, siamo esseri umani e lo sappiamo. Si cerca sempre di agire in buonafede e ci si è dotati di un regolamento interno molto rigido proprio per limitare al minimo chi la buonafede non ce la mette. Il fatto di possedere delle regole e doverle rispettare manda in panico molti italiani medi, ma in uno Stato di diritto è così che funziona: ci sono delle regole e si rispettano, anche quando ci vanno un po’ strette.

Giocando molto spesso proprio sul concetto volutamente travisato delle regole interne, la stampa sta sempre a fare le pulci ai Portavoce ogni alito di vento, e spesso la giusta e sacrosanta critica trascende in diffamazione bella e buona e storie inventate di sana pianta. Il Movimento attira i lettori, e la calunnia è un venticello…una volta lanciata anche se si smentisce, cosa che non tutti fanno, ormai il danno è fatto.

O meglio…era. Già, perché se all’inizio questa tecnica poteva funzionare, è stata così abusata che ormai sortisce l’effetto contrario, ossia la gente automaticamente attribuisce un pensiero positivo al Movimento ed ai suoi componenti ogni volta che la stampa tenta di veicolare una probabile “cattiva notizia”. Come non citare il caso di Virginia Raggi, massacrata mediaticamente in un modo assurdo, che non ho mai visto fare neanche con i più efferati criminali o con politici che hanno riportato le più gravi condanne? E quale sarebbe la sua colpa? Ebbene, quella di essere una giovane donna non scafata a livello politico e mediatico, ma onesta ed un pò ingenua, proprio perché pulita ed inesperta. Personalmente ammiro la sua forza e savoir faire, perché io al suo posto non li avrei.

Io apprezzo il fatto che i giornalisti si interessino ai Portavoce e facciano loro domande dettagliate, purché non si faccia gossip, ma ci si occupi della loro attività politica, vi porto un esempio: voi sapete chi sono Daniele Pesco o Alessio Mattia Villarosa? Conoscete di cosa si occupano? In teoria dovreste, perché sono molto attivi e trattano dei temi fondamentali e delicati che ci toccano da vicino!* Ma scommetto che molti di voi a malapena li abbiano mai visti una volta!

Oppure sapete di cosa si sono recentemente occupati Tiziana Ciprini e Claudio Cominardi e di quale commissione fanno parte?*

Se l’informazione fosse davvero seria non ci sarebbero di questi problemi. Le notizie gossippare sarebbero relegate a meri trafiletti ed invece l’attività parlamentare sarebbe ben nota a tutti.

Ps Scorrete fino in fondo per trovare le risposte!

 

 

 

 

 

 

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La democrazia diretta

Democrazia deriva dal greco, Demos krátos, potere del popolo.

La nostra Costituzione esordisce proprio ricordando a tutti che la Sovranità appartiene al popolo.

Ma in Italia possiamo dire di essere sovrani? Abbiamo diritto di veto o di indirizzo sulle decisioni Parlamentari? No, nemmeno lontanamente. Qualcosa è andato storto, i partiti tradizionali si sono distaccati dai cittadini chiudendosi in una casta di potentati vicini solo agli interessi di grandi lobby e multinazionali, e anche di fronte ai disastri che hanno combinato non hanno voluto fare marcia indietro. In questa situazione si inserisce il Movimento 5 Stelle.

Tutto nacque dopo che a Beppe Grillo, da sempre critico nei suoi spettacoli con i politici, fu negata l’iscrizione al PD, e venne pronunciata da un loro esponente la storica frase ormai nota come La prima profezia di Fassino … sembra ieri che andai a firmare in comune per la proposta di legge popolare “Parlamento Pulito”, lanciata da Beppe in concomitanza col primo V-Day a settembre 2007… ed invece sono trascorsi già quasi 10 anni!

Sicuramente può essere considerato utopico il fatto di poter superare la democrazia rappresentativa, soprattutto in un paese come l’Italia, ma Walt Disney sostenendo che

Se puoi sognarlo, puoi farlo!

Non se l’è cavata affatto male, e come lui migliaia di altri sognatori e sognatrici di tutte le epoche.

Il principio che anima la democrazia diretta del Movimento non è quello di abolire i rappresentanti (sarebbe impensabile!), ma quello per il quale tutti dobbiamo essere informati e prendere parte attiva alle decisioni politiche del Paese, studiando i vari argomenti, attraverso il controllo dell’operato dei Portavoce -ad esempio intervendo su Rousseau nella sezione Lex per contribuire alla stesura delle leggi-, seguendo i lavori Parlamentari e Regionali attraverso le dirette etc… Abbiamo anche Lex iscritti, una sezione dove ognuno di noi può inserire delle proposte di legge che vengono passate “al vaglio” di tutti gli altri iscritti: le proposte che ottengono almeno il 20% dei voti vengono prese in carico da un Portavoce e verranno poi calendarizzate alla Camera o al Senato. Il cittadino che ha proposto la legge viene invitato in Parlamento per discuterne con il Portavoce incaricato e viene poi citato nel testo della PdL.

C’è poi la cosa più famosa, ossia il voto, che si attua sempre su Rousseau: per entrare nel merito, attualmente stiamo valutando il programma di Governo per le prossime politiche, ci sono vari esperti che collaborano con i Portavoce ed esprimono le loro idee in materia ed a noi viene richiesto di informarci e dare poi un indirizzo alle loro scelte.

Una critica che viene spesso fatta è “certo, lo dice il blog quindi voi votate come vi viene suggerito”… NO! Chi fa questa critica o è in malafede o non ha capito come funziona. Sul blog vengono proposti degli argomenti, a noi viene richiesto di approfondirli (come riteniamo più opportuno) e di arrivare a votare consapevolmente. Il fatto che ci sia chi ancora non lo fa non è una colpa di Grillo o del Movimento, è proprio il famoso limite della delega della società italiana. Vedrete che pian piano cambierà anche attraverso il ricambio generazionale, il Movimento in soli 4 anni di opposizione parlamentare è maturato tantissimo, e ancora tanto deve maturare e crescere. Essere presente nelle Istituzioni anche a livello locale permette di imparare tantissime cose, sia positive che negative, e permette anche l’implementazione di sistemi di democrazia diretta locali, che poi vanno ad influire su quelli nazionali.

Noi a Siena possiamo ritenerci fortunati, abbiamo un gruppo bellissimo dove collaboriamo molto, ma vi assicuro per esperienza diretta che si può e si deve fare molto di più.

Lo scopo ultimo sarebbe quello di passare alle votazioni telematiche,  indire referendum consultivi senza quorum e avere dei cittadini più preparati ed attenti alle vicende politiche del Paese.

Sarà un processo che richiederà tempo, bisognerà apportare a volte dei cambiamenti all’idea utopica originaria , ma pian piano, anno dopo anno vedrete che ci arriveremo.

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Sindaca, Assessora e quote rosa.

Francamente, e ci sta che sia strana io, non mi reputo in quanto donna una specie in via d’estinzione e quindi da proteggere come un panda.

Mi reputo una persona, un essere umano, con i miei pregi ed i miei difetti, che sono tal quali a quelli di un uomo.

In Italia è palese che le donne ancora non si dedichino alla politica come gli uomini. Per pudore, timidezza, paura del giudizio, metteteci ciò che volete, per retaggio culturale di un ancora recente passato che ci voleva relegate in cucina o al massimo a fare la maestra elementare o l’infermiera,  non siamo ancora del tutto equivalenti come numero a quello maschile.

Ma la soluzione non la vedo con l’obbligare ad avere in lista donne a caso, magari pure mezze sceme o totalmente incompetenti (essere donna non dà in sé alcuna patente di valore), ma con il favorire la partecipazione attiva delle donne in politica, magari con sussidi diretti alla maternità o al sostegno del reddito.

Trovo poi veramente degradante dover chiedere di essere chiamata Consigliera o Sindaca, se non Ministra o Assessora. Sono cariche, non hanno sesso. Puoi essere un Sindaco o una Sindaco, in Italiano non abbiamo l’uso del neutro (uno dei motivi per amare la lingua inglese: loro non si pongono il problema, Major o President che sia) e tutti i termini neutri sono da sempre declinati “al maschile”.

In questa per me ridicola ostentazione di termini “femminilizzati” vedo tanta inferiorità da un lato ed una malcelata superiorità dall’altro, un bisogno di ostentare con termini lessicali una parità della quale in quanto donne per prime non ci sentiamo meritorie e consapevoli, come se ottenere certi ruoli per una donna fosse una botta di fortuna, e che infatti non è parità per nulla,  perché se vuoi “cambiarti il nome” non ti riconosci nella tua famiglia. Un Sindaco donna non ha nulla di diverso rispetto ad un Sindaco uomo, perché dovrebbe farsi chiamare diversamente?

Ciò che io ritengo sessista è l’atteggiamento di quelle femmine disposte a tutto pur di arrivare senza alcun merito, che poi sono la causa dei vari “ah, per arrivare lì chissà a chi l’ha data” rivolto anche a quelle che studiano e si fanno un culo tanto per dimostrare il proprio valore, è il dare della “troia” a una donna che esprime un pensiero diverso dal proprio, è il mettere le mani addosso ad una donna poco vestita o rivendicarne il possesso come fosse un oggetto, è sostenere che una donna non possa ricoprire determinati ruoli perché essere mogli o mamme è incompatibile con il fare l’avvocatessa o l’imprenditrice. Che sono mestieri e non cariche.

Ma qui entreremmo nel vincolo dei due mandati e del concepire la politica come servizio e non come un comune lavoro, cose che avrò modo di approfondire.

 

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Il difficile lavoro del Portavoce

Che tu sia in Parlamento, Consiglio Comunale o Regionale, se vieni eletto per noi sei un Portavoce.

Potrebbe sembrare un semplice vezzo semantico, ma non è affatto così: essere Portavoce è come essere Spiderman “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, e come il vocabolo stesso indica, il tuo compito è quello di portare nelle istituzioni la voce di chi ti ha eletto.

Questo è un tema molto importante che approfondiró in seguito, perché merita una discussione a parte. La cosa da tenere a mente è “tu sei un Portavoce, il tuo compito è quello di portare nelle istituzioni la voce di chi ti ha eletto.” Tenetelo sempre presente.

Noi pentastellati siamo per definizione dei grandi rompicoglioni e di certo lo siamo anche con i nostri Portavoce, che negli anni hanno sviluppato una pazienza encomiabile: tra messaggi, inviti ad eventi, telefonate ed email riusciamo a far impazzire loro ed i loro collaboratori.  Emblematico è il caso di Selena, la bravissima collaboratrice di Alessandro di Battista, paziente e gentile con tutti nonostante sia letteralmente bombardata di richieste piú o meno garbate ad ogni ora del giorno.

Questo perché noi abbiamo con i nostri Portavoce un rapporto molto stretto, ben diverso da quello che hanno di solito i vari militanti dei partiti con i propri Onorevoli. Il nostro è un tipo di rapporto indubbiamente molto bello, fatto di amicizia, fiducia e sostegno, ma anche estremamente impegnativo da sostenere: dai nostri Consiglieri Comunali (a Siena sono due, impagabili, Michele Pinassi e Mauro Aurigi) che devono vedersela solo con noi locali, salendo alla Regione e poi al Parlamento Italiano o Europeo, immaginatevi di ricevere centinaia di messaggi whatsapp o messenger al giorno da parte di persone a voi più o meno note che cercano di attirare la vostra attenzione sui più disparati argomenti, spesso reiterando le comunicazioni se non ricevono risposta o non la considerano tempestiva, e pensate che oltre al compito a voi affidato di servire lo Stato magari avete anche la bislacca idea di avere una vita privata. Tutto questo, oltre al fatto di ridursi lo stipendio e restituire i rimborsi non rendicontabili ed essere sempre in giro per l’Italia anche durante i fine settimana mette a dura prova la tenuta di molti/e.

Alcuni/e infatti hanno mollato, con scuse più o meno condivisibili, altri si sono fatti mollare -tutti abbiamo un ex che si è fatto lasciare per poi darci la colpa- e sono rimasti/e quelli/e che più di tutti credono nel progetto originario.

Uomini e donne davvero stimabili per tutto il cuore, il lavoro e l’impegno che ci mettono. Uomini e donne che credono davvero che questa Italia meriti di meglio, e che cercano di dare il loro contributo.

Mi addolora vedere come spesso ci sia chi li deride anche pesantemente per un errore grammaticale o una sciocchezza sfuggita durante un discorso, vedo in questi atteggiamenti tanta frustrazione ed invidia repressa,  ma vi do una notizia: tutti i cittadini Italiani, uomini o donne, maggiorenni ed incensurati possono partecipare alla vita politica del Movimento e candidarsi poi alle varie tornate elettorali.

Nonostante quello che dicano esponenti ben poco affidabili di altri partiti, non c’è da essere “amici” di nessuno se non del proprio gruppo locale di appartenenza che ci stima e ci sostiene nel percorso.

Andate dai signori che criticano i candidati del Movimento e dopo anni di militanza nel partito ditegli “mi candido anche io a questa tornata”, poi però venite qui a dirmi che cosa vi hanno risposto.

Ci tengo.

Pubblicato in: Movimento 5 Stelle

Votate in pochi! (gne gne gne)

Noi abbiamo una piattaforma online, Rousseau, dove vengono prese le nostre decisioni politiche e dove siamo chiamati a votare per esprimere l’indirizzo che vogliamo dare al lavoro dei Portavoce o chi scegliere come candidati per le varie elezioni etc…

Nonostante io sia una convinta assertrice del fatto che votare solo un giorno dalle 10 alle 19 come spesso accade sia limitante, quella esposta nel titolo è una delle critiche che trovo più assurde in assoluto.

In democrazia vota chi si interessa ed ha voglia di partecipare, come in tutte le cose. Se siamo ancora pochi è un’ulteriore conferma del fatto che in Italia vige ancora il meccanismo della delega e del “me ne frego, ma poi mi lamento”, che ci ha portato nella poco invidiabile situazione in cui ci troviamo e che ci rende antipatici nel mondo.

Per iscriversi a Rousseau non si paga nulla, si deve inviare il proprio documento con il certificato di residenza, si compila un form online e si aspetta che il tutto venga vagliato: quando si ha la certezza che siamo persone reali ci viene data l’abilitazione al voto.

Per cercare di limitare le infiltrazioni, non si può votare immediatamente una volta abilitati, si deve aspettare che vengano aperti degli scaglioni temporali e questo può voler dire dover aspettare diversi mesi: io ne aspettai ben otto, mi pare che ultimamente i processi si siano un pò velocizzati, comunque la “quarantena” é normale, è a tutela del movimento e di noi attivisti.

Questo ovviamente porta a non avere milioni di iscritti, però si ha una maggiore certezza che chi vota sia davvero un attivista e non gente che tenta di sabotare le consultazioni.

Tutto bello e rose e fiori? Ovviamente no, il sistema a mio avviso è migliorabile, ad esempio scrivendo meglio i quesiti o essendo più puntuali con le mail che avvisano delle votazioni, ma nulla che non sia rimediabile, anche perché come già detto uno dei capisaldi del Movimento è la partecipazione attiva, quindi che il giorno tot si vota  e su quali argomenti, se ci si tiene a partecipare, bisognerebbe già saperlo, e non svegliarsi all’improvviso perché una mail ce lo ricorda.

A questo scopo, io ho installato quasi per caso la App Parlamento 5 Stelle  (Android, non so se esiste anche per Ios) e colgo l’occasione per fare i complimenti agli sviluppatori: se leggete questo blog, è ottima ed avete fatto un lavoro eccellente.

Consiglio di utilizzarla, è gratis e ci tiene aggiornati su tutto quello che succede sia in Parlamento che fuori.

E se siete iscritti/e su Rousseau, votate! 😄